Real love in real life

Charlie scrive:

Cara dottoressa,
Nell’ultimo anno mi sono innamorata (nell’ ordine) di:
-un ragazzo che si trova a 16000 km da me
-un regista canadese gay di cui mi è piaciuto molto un suo film
-un hacker che si nasconde, di cui leggo il blog

Secondo lei che problema ho con la realtà?

Buona estate

La dottoressie risponde:

Eroica utente,

Lei non ha nessun problema con la realtà. Se ci fa caso, gli oggetti del suo desiderio, sebbene variamente ubicati, sono tutti effettivamente esistenti. A me sembrano tutte ottime scelte, i registi gay sono una categoria nata appositamente per farci sospirare, le persone che vivono a migliaia di km sono ottimi partner perché difficilmente faranno qualcosa che ci disturba, e le persone che si nascondono fanno un carinissimo effetto Robin Hood.

Personalmente sono una sostenitrice delle storie in cui non si incontra mai il soggetto amato, sono spesso le migliori, e quindi la invito a coltivare queste sue passioni, ma anche a non fermarsi qui e a innamorarsi con frequenza di uomini, donne, oggetti reali o inventati, senza porre freni al proprio e altrui giovamento.

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De gustibus

Mentre il mondo sembra aver risolto tutti i suoi problemi di cueuro, la dottoressa si pone e vi pone una domanda di approfondimento sugli ormai irrinunciabili Ritter Sport.

varie generazioni di Alfred Ritter

varie generazioni di Alfred Ritter

[Perchè la dottoressa parla di sè in terza persona?
Perchè si stima troppo per darsi dell’io.]

[E perchè sulla posta del cueuro si finisce sempre a parlare di cibo, anzi, di troiai?
Eh oh.]